Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
  • Essere eretici
  • Eretiche Riflessioni
    • Ambiente
    • Calabria
    • Comunicazione
    • Economia
    • Hacking
    • Politica
    • Società
    • Tecnologia
    • Turismo
  • Eretiche incursioni
  • Eretica TV
  • Scuola Eretica dell’Essere
  • Fare clic per aprire il campo di ricerca Fare clic per aprire il campo di ricerca Cerca
  • Menu Menu
Ambiente, Calabria, Eretiche riflessioni, Società

E quando i vaccini non c’erano? C’era la Sila

Venti piccoli cosentini dai 3 ai 12 anni confinati sulle montagne della Sila per 642 giorni. Non è uno dei tanti stupidi reality dei tempi moderni, è un racconto di vita vera che arriva dal tempo in cui non esistevano i vaccini. La chiamavano semplicemente «bonifica umana», era una selezione naturale combattuta da esistenze fragilissime. Si era nel mezzo di un’epidemia di malaria, una malattia che ancora oggi uccide circa 500mila persone ogni anno, in gran parte bambini. E’ l’estate del 1910 quando Felice Migliori (nome omen, a Cosenza portano il suo nome una via e un reparto di chirurgia), direttore dell’ospedale cosentino, scriveva: «è un male universalizzato che non rispetta né contrade, né paesi e come tale non può nemmeno rispettare Cosenza». Ai primi del secolo le scudisciate di questo morbo si abbatterono soprattutto sui più deboli: ospedale, brefotrofio, piccoli ospizi di periferia conoscevano lo strazio di quei teneri organismi letteralmente consumati da febbri, anemie, chechessie con associati tumori alla milza, ingorghi epatici e glandulari.
Molti quartieri cittadini erano allora vere e proprie latrine a cielo aperto, ricettacolo di batteri di ogni sorta. Così la «cura chininica intensiva» alla quale venivano sottoposti nei primi anni di vita i bambini non produceva vantaggio perché, sempre a detta del Migliori: «Quando ai mezzi della terapia non sono associati gli altri fattori igienici non possono accendersi i caduti poteri vitali». La “soluzione” del malariologo piemontese Bartolomeo Gosio, subito accolta dall’associazione dei medici condotti ed ufficiali sanitari, dal sindaco di Cosenza Francesco Cundari e dal senatore Francesco Mele, assunse in fretta l’appellativo di “bonifica umana”: «La malaria è per eccellenza malattia da sanatorio – spiegava Gosio alla buona borghesia cosentina – queste terre hanno in sé mezzi naturali molto propizi per porgere un riparo ed attenuare le conseguenze, fino ad ora deplorevoli».
La Sila come una medicina, insomma. Così, «in quella plaga di Sila incantata che si raggiunge dopo circa un’ora di vettura dalla Serra di Acquafredda, d’accosto alla rotabile che arriva a San Giovanni in Fiore, in mezzo al folto dei pini, in una brughiera deliziosissima», ad un’altitudine di 1200 metri, venne impiantato il Sanatorio Silano: inizialmente solo due tende “Gottshalk” alle quali poi si aggiunse un padiglione prefabbricato “Döcher”, spediti direttamente dalla direzione generale di sanità.
Nel giro di 642 giorni i bambini furono tutti restituiti alle loro famiglie «rigogliosi di vita, pieni di salute, senza alcuna traccia della malaria preesistente» o come ebbe a verificare un altro Migliori, tale Domenico, medico membro del comitato direttivo: «Quei teneri organismi lenti e passivi, perché defedati dalla malaria, intesero a poco a poco ingagliardire la fibra, saturandosi il sangue di globuli rossi, risorgendo a vita novella». Non solo cure fisiche. Le volontarie, emancipate e colte donne piemontesi come Giuseppina Le Maire insegnavano ai piccoli degenti normali abitudini d’igiene, pulizia, ordine e, insieme a queste, le sacre leggi della lealtà, della benevolenza, della tolleranza. A ciò si aggiungeva l’opera di educazione scolastica della quale beneficiavano non soltanto i ricoverati ma anche quei «bimbi della popolazione nomade, sparsa per quella distesa silana più vicina al sanatorio». Perché la malaria e le malattie in generale si vincevano, secondo la Le Maire, anche grazie alla «cura intensiva dell’anima, con una scuola volontaria che infondendo il principio della libertà individuale, rafforzò il sentimento del dovere e per l’amore di tutte le creature, dando comprensione della natura e della bellezza».
Piccoli e grandi eroi di una sanità tanto diversa da quella dei giorni nostri. Qui ci piace ricordarli tutti: Giovanni e Pasquale Borrello, Michele Tagliente (Castrovillari), Domenico Miraglia (Firmo), Francesco Sergio, Giuseppina Rossi (Tarsia), Giovanni Briglia, Pasquale Cianceruso, Carmela De Simone, Ida Esposito, Ester e Giovannina Fera, Elvira Galliano, Antonio Gervasi, Ninfa Migliorini, Angelina Picarelli, Carmela Pucci, Anna Solbaro, Antonio Palermo (Cosenza) sconfissero la malaria grazie alle cure silane del “malariologo” piemontese Bartolomeo Gosio, del medico cosentino Angelo Cosco e all’amabile assistenza delle volontarie Le Maire, Ferreri e Roux.

Matteo Dalena

 

PER APPROFONDIMENTI: un opuscolo del 1911 intitolato “Sanatorii antimalarici della Provincia di Cosenza” edito dalla Tipografia della Cronaca di Calabria e poi degli appunti cartacei del dottor Migliori in Opere Pie dell’Archivio di Stato di Cosenza.

Si ringrazia per il permesso alla pubblicazione la pagina fb “La Sila posto meraviglioso“.

21 Gennaio 2021/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/sila.jpeg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2021-01-21 08:38:472021-01-21 08:57:10E quando i vaccini non c’erano? C’era la Sila
Calabria, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Turismo

Perché i vaccini si e le terme no?

Tra le follie seguite al pandemonio mediatico da Covid-19 registriamo la diminuzione del numero di presenze negli stabilimenti termali. Le Terme Caronte, ad esempio, nei pressi di Lamezia Terme, le cui sorgenti termali risultano tra le più importanti d’Italia, registrano un calo rispetto allo scorso anno del 75%. Avete letto bene: 75%! E’ il presidente della società Terme Caronte spa, Emilio Cataldi, a confermarlo: “stiamo lavorando per chiudere la stagione con il 70% di calo ma, capisce bene, che si tratta di una debacle.”
In pratica i luoghi che in questo periodo di emergenza (ma forse sarebbe stato meglio nel corso della tregua estiva) dovrebbero essere presi d’assalto per prevenire l’insorgere di patologie respiratorie, che sono le condizioni di base perché il virus possa attecchire, risultano semi-deserti. Le cure inalatorie svolgono azione trofica e decongestionante sulle mucose, anticatarrale e fluidificante le secrezioni, antisettica, antiallergica generale, stimolante la fagocitosi e l’anticorpopoiesi con potenziamento delle difese immunitarie. Sono indicate nelle patologie subacute o croniche delle vie aeree superiori e inferiori, specie se di tipo catarrale. In caso di rinite, ozena, sinusite, tonsillite, faringite, laringite e tracheite, bronchite, bronchite asmatica, bronchiectasie ed enfisema. Eppure nessuno ne approfitta. Il lavaggio del cervello compiuto dai media sta funzionando. Il risultato è che risorse straordinarie della nostra terra come queste vengono snobbate. Mi sottopongo da anni a queste cure e posso testimoniare che ho dimenticato cosa sia un raffreddore o un mal di gola. Vi parla un ormai ex allergico cronico che non usa più il fazzoletto come un tempo.
Perché nessuno scienziato le consiglia? Perché il Ministero della Salute e il Servizio Sanitario Nazionale non ne hanno mai consigliato e incentivato la frequentazione in questi mesi? Perché nessuno di quei numerosi personaggi televisivi, che dicono di avere a cuore la nostra salute, ne ha mai parlato? Perché tutte le speranze sono riversate su di un vaccino che non si sa quando arriverà e, soprattutto, quali effetti avrà sulle persone? Perché si mette a repentaglio l’esistenza di realtà preziose del nostro territorio come questa in un momento storico in cui potrebbero contribuire a ridurre il numero di sintomatici? Perché invece del vaccino anti-influenzale, al quale molta gente si sta sottoponendo più per paura del Covid che per la reale necessità, non vengono consigliate queste terapie naturali? Perché non vengono raccontate nei vari spot promozionali del turismo che si commissionano? Perché si privilegia la cura alla prevenzione? Domande ingenue, lo so, le cui risposte sono note a tutti da tempo.
Attenzione, non sto dicendo che le cure termali guariscono dall’infezione da Covid-19, sto dicendo che possono aiutare a ridurre le condizioni favorevoli perché il virus (ma anche tanti altri virus influenzali) possa attecchire. Certo, se ci mettessimo a studiarle seriamente magari potremmo scoprire anche qualcosa di più interessante.
Nel mese di agosto la Regione Calabria aveva annunciato due bandi per aiutare le Terme Storiche della Calabria, ma ad oggi siamo ancora alla fase di presentazione delle domande, con questa lentezza burocratica gli stabilimenti termali rischiano di non arrivare vivi alla fine dell’anno.
Le acque termali Caronte sono note fin dalla più remota antichità. Secondo autorevoli storici sarebbero da identificarsi con le “Acquae Angae” degli Itinerari Romani, conosciute fin dal II° secolo d.C. Secondo altri la loro conoscenza risalirebbe ai tempi Omerici e sarebbero raffigurate in alcune monete dell’antica città di Terina. E’ certo che, al tempo dei Normanni, le acque fossero già conosciute ed apprezzate. Roberto il Guiscardo, con le sue truppe, si sarebbe infatti attendato nei pressi delle fonti nel 1056 per riaversi dalle fatiche di una battaglia. I contemporanei, invece, che hanno rinunciato a combattere da tempo, vivono in preda alla paura veicolata da un sistema mediatico che sta distruggendo, a colpi di fake news, l’economia della nazione e la salute delle persone. Avete tempo fino a fine novembre per sottoporvi alle cure termali Caronte e attrezzarvi per affrontare l’inverno, poi chiuderanno. Rivederle aperte in primavera, assieme agli altri stabilimenti termali della regione, è un dovere di tutti i calabresi che vogliono difendere le proprie risorse e la propria salute.

Massimiliano Capalbo

22 Ottobre 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/terme-di-caronte.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-10-22 16:39:362020-10-23 17:48:10Perché i vaccini si e le terme no?
Calabria, Comunicazione, Eretiche riflessioni

Commento perché sono vivo

Venerdì scorso ho pubblicato sulla mia pagina Fb un post per mettere in evidenza come una cartina della Calabria, utilizzata dalla TgR per le previsioni del tempo nel corso del telegiornale, fosse assolutamente inadeguata allo scopo. “Non c’è bisogno di essere un esperto di semiotica – commentavo – per comprendere che questa cartina non comunica nulla. Enormi e incomprensibili simboli sono stati scelti per identificare i capoluoghi di provincia, mentre le informazioni meteorologiche risultano marginali e assolutamente inutili. In compenso ci atteggiamo a grandi esperti e crediamo di essere una società evoluta in grado di fare previsioni.”
A corredo del post una foto scattata al volo davanti alla tv, che ritrae la cartina e poco meno della metà del viso del meteorologo che, qualche ora dopo la pubblicazione, decide di intervenire, sentendosi chiamato in causa, per commentarlo e puntualizzare che:
– “1. la grafica che si vede in trasmissione non è ideata e prodotta da me, bensì dalla Rai“. Premesso che nessuno gli ha attribuito la paternità della cartina, le ipotesi sono due:
a) o siamo di fronte ad una persona che si rende conto di avere una cartina non adeguata allo scopo e invece di pretenderne una adeguata (facendosi forza anche di commenti critici come il mio) per migliorare il proprio lavoro e l’efficacia della propria comunicazione, alza le mani e si adegua allo status quo, liquidando con fastidio il commento critico. Che è poi quello che avviene puntualmente in tutti gli uffici pubblici e gli enti che non funzionano, dove professionisti al pari del meteorologo, invece di ribellarsi accettano di lavorare in condizioni non adeguate agli standard di riferimento. Questa è una delle ragioni per cui il cambiamento non arriva mai: si preferisce non esporsi più di tanto;
b) oppure siamo di fronte ad una persona che non si rende conto di avere una cartina non adeguata e questa sarebbe la peggiore delle ipotesi, per lo meno il colmo per uno che fa previsioni;
– “2. le informazioni meteorologiche risultano marginali e assolutamente inutili”: questa è una critica davvero ingenerosa tenendo conto dei ristretti tempi televisivi e considerando l’enorme quantità di dati da comunicare: temperature minime e massime per i capoluoghi provinciali, tempo su differenti aree omogenee del territorio regionale scendendo quasi sempre in grande dettaglio, stato dei mari e dei venti su 800 km di coste, comunicazioni di allerte, etc…” E’ chiaro che il mio riferimento era alla cartina e non al commento del meteorologo che a me, oltre che competente mi era parsa l’unica cosa decente del servizio. Se proprio devo fargli una critica la faccio ai suoi commenti su Fb (e non alla persona che non conosco) che mi sono parsi intrisi di permalosità e di egocentrismo;
– “3. in compenso ci atteggiamo a grandi esperti”: ho una laurea …., un master …, un dottorato… la certificazione … ho fondato … etc etc ” e giù l’elenco dei pezzi di carta che certificano le sue competenze che io davo per scontate, perché al contrario di quelli che commentano in malafede do sempre per scontato (fino a prova contraria) che le persone ricoprano ruoli adeguati alle proprie competenze. Il noi ovviamente era riferito alla nostra società e non al meteorologo al quale sfugge, infatti, (perché non mi conosce) che al sottoscritto non interessa attaccare le persone ma far riflettere sui comportamenti generali della società e i commenti o le riflessioni che posta hanno e avranno sempre questo scopo, finché avrà la libertà, la voglia e l’energia per farlo.
A molti potrò sembrare un rompiballe alla ricerca del cavillo per ottenere visibilità o per scatenare polemiche a tutti i costi ma vorrei far notare che stiamo parlando di un servizio pubblico che paghiamo tutti e dal quale io pretendo professionalità e rispetto per il pubblico. Sono stanco di accontentarmi del meno peggio o della sufficienza. Invece di relegare la partecipazione dei telespettatori a rubriche da giornalino della parrocchia, come quella che nel corso del lockdown veniva trasmessa al termine del TG, sarebbe il caso di accogliere le critiche costruttive e puntuali, da qualunque parte esse arrivino, volte al miglioramento del servizio, non dimenticando che l’azienda non comunica col proprio pubblico solo attraverso l’apposito ufficio del customer care ma attraverso ciascun dipendente/collaboratore, soprattutto se si tratta di un volto televisivo.
Le reazioni che questo post ha generato, inoltre, a mio avviso, sono emblematiche e descrivono perfettamente il tipo di società che stiamo diventando. Diversi commenti non avevano alcuna attinenza con il contenuto del post, segno che spesso le persone commentano senza aver compreso il senso di ciò che hanno letto o prendono a pretesto occasioni del genere per vomitare i propri pregiudizi, i propri stereotipi, le proprie frustrazioni o per mettere al centro il proprio ego o per prendere le parti e schierarsi da una parte o dall’altra.
L’adeguamento ad un livello più basso avviene lentamente e progressivamente, ogni volta che decidiamo di lasciar correre, di far finta di non vedere, per il quieto (ma disagiato) vivere. Sono sufficienti piccoli e impercettibili cambiamenti, in tutti i settori, per spingere le persone ad assuefarsi lentamente ad un modus operandi caratterizzato da superficialità e approssimazione. La storia della Calabria è costellata di piccoli e impercettibili peggioramenti. E’ un pò come la storiella della rana bollita.
La differenza tra un essere vivente e uno morto è data dalla quantità di energia che l’attraversa, chi si adegua ad ogni cosa in maniera acritica, attenuando la propria capacità di reazione, si sta lentamente preparando alla morte mentale e spirituale prima che fisica. Io sono un essere vivente e non intendo perdere occasioni per dimostrarlo.

Massimiliano Capalbo

27 Settembre 2020/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/meteo-calabria.jpg 320 798 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2020-09-27 08:24:422020-09-27 11:22:15Commento perché sono vivo
Pagina 10 di 95«‹89101112›»

Visita il Giardino Epicureo

L’autore:

Massimiliano Capalbo

www.massimilianocapalbo.it

Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

News

  • Il Giardino Epicureo
    Il primo giardino sensoriale e terapeutico basato sulla filosofia epicurea in Italia.
Ereticamente
Gruppo Pubblico · 1973 membri
Iscriviti al gruppo
Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo. E’ eretico chi non crede, chi non riesce ad accettare ciò che viene spacciato come dogma o verità assoluta.

Newsletter – Resta sintonizzato

Perchè Ereticamente.it

Per valorizzare l’eresia considerata come arché, come forza primordiale in eterna espansione, creatrice di ogni trasformazione, iscritta in ogni atomo di materia.

Search Search
2019 © Copyright - Ereticamente.it
  • Collegamento a Facebook
  • Collegamento a Youtube
Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto Scorrere verso l’alto
This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Cookie settingsACCEPT
Privacy & Cookies Policy

Privacy Overview

This website uses cookies to improve your experience while you navigate through the website. Out of these cookies, the cookies that are categorized as necessary are stored on your browser as they are essential for the working of basic functionalities of the website. We also use third-party cookies that help us analyze and understand how you use this website. These cookies will be stored in your browser only with your consent. You also have the option to opt-out of these cookies. But opting out of some of these cookies may have an effect on your browsing experience.
Necessary
Sempre abilitato
Necessary cookies are absolutely essential for the website to function properly. This category only includes cookies that ensures basic functionalities and security features of the website. These cookies do not store any personal information.
Non-necessary
Any cookies that may not be particularly necessary for the website to function and is used specifically to collect user personal data via analytics, ads, other embedded contents are termed as non-necessary cookies. It is mandatory to procure user consent prior to running these cookies on your website.
ACCETTA E SALVA