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Ambiente, Calabria, Comunicazione, Economia, Eretiche riflessioni, Hacking, Politica, Società, Tecnologia, Turismo

Qualcosa di Sensappzionale

Oggi nasce Sensappzionale.it, l’app con il sesto senso, che si prefigge di rivoluzionare i concetti di tempo libero e turismo in Calabria e non solo. Ma perché l’ennesimo progetto di turismo online? Eccone le ragioni.
Mi occupo di tempo libero e turismo, tra studi e lavoro, da circa 15 anni. Ho scelto di creare un’impresa turistica in Calabria, Orme nel Parco, perché la considero e l’ho sempre considerata la destinazione perfetta per farlo. Quando faccio quest’affermazione intendo dire che ha tutte le carte in regola, ovvero le condizioni potenziali, per poter offrire ai potenziali visitatori le condizioni per vivere esperienze di viaggio uniche e variegate e, contemporaneamente, ai suoi abitanti le risorse economiche per vivere. Questa consapevolezza non è così diffusa in Calabria, (anche se oggi lo è certamente più di 15 anni fa), altrimenti non si spiegherebbero certi comportamenti e certi fenomeni (dall’emigrazione all’autolesionismo ad esempio). E’ per questo che, in questi 15 anni, non mi sono limitato a fare impresa ma ho anche scritto libri, connesso imprenditori, incontrato studenti e istituzioni, perché ero (e sono tutt’ora convinto) che per far sì che i calabresi possano comprendere che il turismo (assieme all’enogastronomia, all’agricoltura, all’artigianato, alla cultura, all’arte e alla tecnologia al servizio di tutto questo) possa rappresentare uno (forse il più importante) degli asset economici della regione, occorra dimostraglielo.
Chi conosce la Calabria e la ama profondamente ha sempre vissuto sentimenti contrastanti. Ha sempre oscillato tra la gelosia (il nascondere le bellezze per paura che venissero deturpate a causa appunto di questa assenza di consapevolezza) e la fierezza (mostrarle, raccontarle, farle conoscere a chi le ignora). E’ lo stesso sentimento che ho avvertito anche nel momento in cui ho deciso di dare vita a Sensappzionale.
Alla fine hanno prevalso i sentimenti della fierezza e dell’orgoglio che hanno sgombrato il campo dalla paura. Raccontare questa regione fin nei suoi angoli più remoti, a mio avviso, è l’unica carta che ci resta da giocare per ridare la vista ai ciechi (i residenti) e, contemporaneamente, preservare la bellezza e valorizzare i luoghi di questa straordinaria regione. La storia ci dimostra che l’oblio non ha contribuito a difenderla ma, semmai, ad impoverirla e a renderla preda di neocolonialisti senza scrupoli che, in collaborazione con una tra le peggiori classi partitiche della nazione, al deserto, allo spopolamento, alla povertà, ha fatto seguire l’inquinamento e la devastazione. Se non lo fa chi si occupa di turismo non lo farà nessuno perché il turismo non è un obiettivo della partitica ma è una conseguenza della capacità dei residenti di riconoscere le risorse che li circondano e di trasformarle in valore, creando imprese in grado di valorizzare queste risorse invece di danneggiarle come è avvenuto fino ad oggi.
Sensappzionale nasce:
1. da una consapevolezza di fondo: che il mercato del turismo, sempre in continua evoluzione, è sempre più frammentato e dinamico. Si rivolge, prima che al turista tout court, al turista di prossimità, ovvero al residente, che quasi sempre è all’oscuro delle numerose attrattive presenti sul territorio in cui vive, perché non ha gli occhi per vedere o il tempo per fermarsi ad osservare e magari decide di prendere un aereo per fare, a centinaia di migliaia di chilometri di distanza, quello che potrebbe fare sotto casa propria. Come evidenziato in un interessante e recente articolo apparso sulla rivista Internazionale questo genera inquinamento, caos, appiattimento, rende invivibili le destinazioni turistiche, sta trasformando il turismo in un problema invece che in un’opportunità. Se a questo aggiungiamo il fatto che il mondo è ormai praticamente stato esplorato nei suoi angoli più remoti e – come scrive Lawrence Osborne – “il viaggiatore moderno non sa più dove andare” perché “ormai l’intero pianeta è diventato un’installazione turistica e ovunque si vada resta in bocca il saporaccio del simulacro” forse è arrivato il momento di cambiare il nostro modo di viaggiare e di farlo partendo dal luogo in cui risiediamo, recuperandone l’autenticità e preservandolo per renderlo disponibile a chi verrà dopo di noi. Occorre ricominciare ad esplorare, a percepire e a coltivare i luoghi in cui viviamo se vogliamo lasciarli alle future generazioni e occorre farlo cominciando da subito, prima che sia troppo tardi;
2. con un concept molto chiaro: si basa su due variabili fondamentali oggi per il turista: il tempo a disposizione e le sensazioni/esperienze da vivere. Un tempo i turisti andavano in vacanza per un mese/15 giorni, poi la durata della vacanza si è ridotta ad una settimana, oggi le vacanze sono sempre più corte e frammentate nel corso dell’anno, le persone si ritagliano un weekend al mese o alcuni weekend all’anno. I ritmi di vita sono sempre più sostenuti. Se la tendenza è questa non è difficile immaginare delle vacanze di qualche ora, ovvero dei ritagli di tempo da utilizzare per distogliersi dal ritmo frenetico quotidiano, da dedicare a se stessi per staccare la spina anche per poco tempo e rigenerarsi. Occorre, dunque, cominciare ad offrire esperienze brevi, intense e alla velocità delle nuove tecnologie che utilizziamo per scegliere e decidere dove andare e cosa fare.
Il tempo libero è sempre più riempito da esperienze ed emozioni. Le persone vogliono provare sensazioni e quando hanno del tempo libero a disposizione vogliono viverlo mettendo in gioco le proprie passioni. Ammirare un tramonto, gustare un piatto tipico, contemplare un’opera d’arte, fare il bagno sotto una cascata, anche per poco tempo, tutto questo ha un valore. Tutto questo è emozione ed esperienza. Ciò che dà ritmo alle emozioni sono i sensi, i cinque sensi (udito, vista, olfatto, tatto, gusto) attraverso i quali percepiamo la realtà. A questi abbiamo aggiunto un sesto senso che, nel turismo, sta diventando sempre più l’elemento in grado di fare la differenza: l’empatia, ovvero la capacità di entrare in relazione con le persone che, nel corso di queste esperienze, si possono conoscere ed incontrare. Ed è il sesto senso quello che darà una marcia in più all’esperienza proposta da Sensappzionale. La Calabria è una terra di persone straordinarie che agiscono in silenzio e che faticano ad emergere perché lo stereotipo continua a relegarci nel regno del “non è possibile”. Da oggi non sarà più così, scoprirete delle persone straordinarie che contribuiranno a rendere la vostra vita molto migliore di quello che immaginate;
3. con un’attenzione particolare alla qualità dei contenuti: il Web è pieno di portali, siti, app che promuovono destinazioni, servizi, strutture e attrattive turistiche. Perché l’ennesima dovrebbe avere successo? Perché abbiamo puntato sulla qualità dei contenuti, su chi conosce a fondo il territorio ed è in grado di raccontarlo partendo dall’esperienza sensoriale. In Sensappzionale appariranno solo le esperienze che meritano di essere scoperte e vissute, secondo un criterio meritocratico di valore, ad insindacabile giudizio della redazione e degli utenti che, vivendole, potranno restituirci dei feedback importanti. Abbiamo arruolato e arruoleremo quelli che abbiamo deciso di chiamare i sensitivi, che hanno gli occhi per vedere e la sensibilità per riconoscere ciò che ha valore e segnalarcelo;
4. con un approccio di condivisione innovativo: abbiamo deciso di non lanciare un prodotto finito, volutamente, l’avremmo potuto fare, abbiamo le competenze per farlo. Non l’abbiamo fatto perché vogliamo inaugurare una nuova e vera modalità di condivisione del progetto, attraverso i social network. Non è possibile generare futuro continuando ad utilizzare metodi vecchi, chi sta con la testa rivolta all’indietro può riproporre solo il passato, non può generare futuro. Ecco perché il sito e l’app hanno una grafica essenziale perché l’elemento più importante sono i contenuti, che verranno aggiornati in continuazione, l’esatto contrario di ciò che di solito si fa quando si lancia un nuovo progetto, ovvero grandi effetti speciali a fronte di una scarsa o scadente qualità dei contenuti. Il progetto prenderà corpo con l’aiuto di tutti voi che contribuirete attraverso segnalazioni, suggerimenti, consigli a renderlo sempre più performante e funzionale. Avrete a disposizione uno staff di professionisti, i sensappzionalisti, che daranno corpo alle vostre segnalazioni e ai vostri consigli.
In questi ultimi mesi ho incontrato lungo il percorso tre persone speciali, tre professionisti che hanno preso in mano un’idea e l’hanno tramutata in realtà meglio di come il sottoscritto, che l’ha ideata, avrebbe potuto fare. L’hanno fatta propria, dandogli due ali, e acquisendo così il diritto a farne parte a tutti gli effetti. E’ per questo che intendo ringraziare Francesco Sinopoli, Francesco Paradiso ed Emanuele Scozzafava i tre compagni di viaggio con i quali, sono certo, raggiungeremo traguardi importanti.
Non sappiamo dove questo progetto ci porterà ma sappiamo che ha tutte le carte in regola per diventare qualcosa di Sensappzionale.

Massimiliano Capalbo

19 Marzo 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/sensappzionale.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-03-19 07:09:022018-03-19 07:13:10Qualcosa di Sensappzionale
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E’ la nostra gioia che può prendere vita

A San Lucido c’è un posto incredibile che testimonia come la vita sia una sapiente costruzione umana e non un accidentale elemento dato. “Ti vengo a prendere io in piazza – mi dice Enrico Sarli al telefono – perché la Tavernetta sta in un vicolo del centro storico.” Mi ha invitato in questo bel borgo calabrese per presentare il mio ultimo libro “Fatti foste a viver di turismo”. “Non ti aspettare le folle, il nostro è un posto molto particolare” mi avverte.
Non mi aspettavo le folle, non me le aspetto mai, quello che dico non è facile da ascoltare e richiede un impegno immediato, mentre le folle di solito prediligono gli incantatori in grado di farle sognare, di promettere meno sacrifici e più gratificazioni. Ma non mi aspettavo neanche di trovare quello che ho trovato.
Enrico ha 57 anni ma è un giovanotto pieno di idee ed energie, più di tanti giovani (all’anagrafe) che popolano questa regione. Non lo conoscevo prima di ieri ma è come se ci fossimo sempre frequentati, si è creata una sintonia immediata. Qui a San Lucido, cittadina di 7000 abitanti in provincia di Cosenza che d’estate diventano 20.000, ha creato la Tavernetta letteraria, un angolo di paradiso dove si diverte (è proprio il caso di dirlo) ad organizzare iniziative culturali ma anche conviviali coinvolgendo gli amici più sensibili. La tavernetta è un’isola felice, un luogo magico. Non si può descrivere o ricondurre a qualcosa di già visto, perché è il frutto di un percorso personale fatto di immagini e foto storiche di San Lucido appese alle pareti, di vecchie bottiglie di liquore e di vino, di libri antichi, di suppellettili d’epoca, di attrezzi storici e arredi antichi. Per comprenderla bisogna entrarci e respirarne la storia, avvertire il calore della piccola stufa e delle persone che la riscaldano.
La Tavernetta nasce da un’idea di Enrico che, ci tiene a sottolineare, “non è un’associazione ma un luogo di ritrovo tra anime gioiose. Ha lo scopo di custodire i tesori della storia sanlucidana, di promuovere il turismo enogastronomico e il centro storico di San Lucido. Proponiamo eventi enogastronomici, degustazioni soprattutto di vini perché è anche cantina non aperta al pubblico ma agli amanti del vino. E’ anche biblioteca aperta a tutti coloro che vogliono usufruire dei libri.” Gli eventi sono di carattere culturale: presentazione di libri, mostre fotografiche e di pittura, intrattenimento con artisti locali dilettanti e, iniziativa molto singolare, “4 chiacchiere in dialetto sanlucidano”, che si prefigge di tutelare e salvaguardare il dialetto locale.
“Vieni un pò prima – mi aveva raccomandato Enrico al telefono – che facciamo un’intervista radiofonica.” Si, perché in questo piccolo angolo di paradiso Enrico, assieme a Francesco Calomeni e Gianni Mantuano, ha creato Mondo Radio Web una webradio attraverso la quale trasmettono “Gli Amici della Tavernetta Letteraria”, una trasmissione che va in onda la domenica pomeriggio, dalle 17.30 alle 19.00.
L’idea è stata del dott. Massimo Cuconato, proprietario della radio, col quale Enrico e gli altri avevano già condiviso la nascita, negli anni ’80, di Radio San Lucido Centrale in fm, frutto della fusione di due radio già esistenti. Questo progetto portò una nuova ventata culturale a San Lucido per via della qualità dei programmi. Nacquero nuove iniziative, come la riapertura del Miramare, storica rotonda sul mare che già negli anni 60 era nota come pista da ballo. Tutto svani, alla fine degli anni ’80, quando la vita si fece più difficile da gestire, soprattutto in termini economici. Oggi, Enrico e gli altri, hanno ripreso a crederci e si sono fatti istituzione, perché a San Lucido sono un’istituzione.
Ma come coinvolgere il nuovo pubblico? La scelta è caduta su un argomento che non conosce crisi, il sesso, utilizzato in chiave satirica e proposto attraverso notizie definite “scientifiche” create con fantasia ma che, alla fine, sembrano reali. Tra una battuta e l’altra l’occasione è buona per introdurre temi seri. “Abbiamo iniziato tre anni fa – mi spiega Gianni – con un pubblico di 30 persone, oggi siamo arrivati a 450-500 a puntata. Ci ascoltano da Chicago e perfino dal Costa Rica.”
Ieri sera pioveva a San Lucido, come nel resto della regione, una serata grigia che non invogliava certo ad uscire di casa e partecipare, le strade erano deserte. Eppure la Tavernetta era piena di energia e di persone, come un cuore che pulsa nonostante tutto. Ho riconosciuto, in Enrico e nei suoi amici, la gioia di vivere e quella fantasia che un tempo (come oggi) li spingeva a creare, a escogitare iniziative anche senza i potenti mezzi di cui disponiamo oggi. Forse era proprio la scarsità di mezzi a indurli a ricorrere alla propria fantasia, cosa che ancora oggi li rende giovani che non hanno smesso di crederci ma soprattutto di insegnarci che non è la vita a darci la gioia ma è la nostra gioia che può prendere vita.
Enrico, Francesco e Gianni saranno tra i protagonisti del prossimo Raduno delle Imprese Eretiche.

Massimiliano Capalbo

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26 Febbraio 2018/0 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/tavernetta6.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-26 09:35:412018-02-26 13:26:33E’ la nostra gioia che può prendere vita
Ambiente, Calabria, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società, Turismo

Inquinamento interiore

Ieri sera, a margine del dibattito organizzato dal circolo Lega Ambiente Nicà di Scala Coeli sul progetto di ampliamento della discarica presente in quel comune, che si è tenuto presso il teatro comunale di Cariati, ha preso la parola il sindaco di Campana, Agostino Chiarello, ricandidatosi alla guida del suo comune per la prossima tornata elettorale del 4 marzo. Lo ha fatto per chiarire che lui non ha autorizzato la costruzione di una centrale a biomasse nel suo comune ma soltanto richiesto uno studio di fattibilità, permettendoci di scoprire che la Regione Calabria è alla ricerca di altri luoghi dove costruire mostruosità simili.
Ora vorrei sapere cosa si attende di ricavare da uno “studio di fattibilità” di una centrale a biomasse il sindaco, perché per comprendere l’opportunità o meno di costruire l’ennesimo impianto del genere, alle porte del Parco Nazionale della Sila candidato a Patrimonio dell’Unesco, sarebbe bastato leggere le cronache riguardo i 5200 incendi che hanno devastato la regione l’estate scorsa, oppure le dichiarazioni del Capo della Protezione Civile Regionale Carlo Tansi o ancora meglio l’esito dell’inchiesta Stige del procuratore Nicola Gratteri. A costo zero.
Il sindaco ha poi affermato che occorre fare delle scelte, che non bisogna essere prevenuti sulle cose da fare, proseguendo in un ragionamento che mi è parso alquanto ambiguo, lasciando spazio a molteplici interpretazioni, in chiaro linguaggio partitichese.
Un tempo, quando esistevano ancora i politici, l’elettore sapeva con chiarezza cosa votava e quali conseguenze quel voto avrebbe avuto sulla sua vita perché il candidato esprimeva con chiarezza le sue intenzioni prima, in campagna elettorale. Aveva una visione (ideologica certamente ma mai ambigua, giusta o sbagliata ma certa) del suo territorio e la comunicava al suo elettorato e una volta eletto metteva in atto il programma che aveva proposto in campagna elettorale.
Oggi i candidati chiedono carta bianca agli elettori e, una volta eletti, si siedono dietro la loro scrivania e cominciano a ricevere quella lunga fila di consulenti, esperti, neocolonialisti, imprenditori più o meno senza scrupoli, che non attendono altro che la proclamazione del vincitore per sottoporre loro progetti e servizi che, quasi sempre, non fanno gli interessi dei cittadini. Ed ecco che nascono centrali che inquinano nei parchi nazionali, inceneritori vicino ad aziende agricole, industrie accanto ad attrattive turistiche, pale eoliche lungo i crinali montuosi, indice di confusione mentale prima che politica e di assenza di visione, strategia, prospettiva.
Non c’è bisogno di un genio per capire cosa c’è da fare a Campana, un luogo straordinario dove si ergono nell’indifferenza collettiva due misteriosi elefanti di pietra che, altrove, da soli, avrebbero generato economia e sviluppo per l’intero comprensorio; una delle fiere più antiche d’Europa (la fiera della Ronza) che si svolge da 600 anni e che si è ridotta ad un mercatino rionale di calze e mutande, adiacente alla quale è stata permessa la realizzazione di due impianti fotovoltaici di circa 1 mega ciascuno, che ne deturpano la vista e l’armonia; le grotte di Guardia, dimenticate e abbandonate, che riconducono alle origini di questi luoghi; un Canyon che potrebbe rappresentare una forte attrattiva per gli escursionisti; senza contare i corsi d’acqua e gli antichi mulini, le specie botaniche e animali, l’enogastronomia, il paesaggio, i monumenti e la storia e chissà quanti altri tesori nascosti e dimenticati che i comuni meno fortunati di Campana invidierebbero e che invece qui restano in totale stato di abbandono. Ci vuole abilità al contrario per non riuscire a trasformare tutto questo ben di Dio in valore.
Tutto questo non è compito del sindaco o dei partitici ma dei cittadini che devono cominciare a vedere e riconoscere le risorse che li circondano creando intorno ad esse iniziative economiche e imprenditoriali, invece di continuare a delegare la propria vita ad altri. Basterebbe semplicemente riacquistare la vista che abbiamo perso, guarire dalla cecità che ci ottenebra la vista e che ci impedisce di vedere i tesori che ci circondano.
I territori sono lo specchio riflesso dell’animo degli uomini che li abitano. L’inquinamento che ci circonda, l’ho affermato ieri nel corso del mio intervento, è un inquinamento interiore prima che esteriore. Occorre cominciare a fare pulizia.

Massimiliano Capalbo

10 Febbraio 2018/3 Commenti
https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/campana.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2018-02-10 11:40:322018-02-10 11:43:04Inquinamento interiore
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L’autore:

Massimiliano Capalbo

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Agisco nel mio piccolo mondo, cercando di gettare ponti attraverso legami deboli.

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