“Vi abbiamo fatto giocare per tre anni alla democrazia adesso fatevi da parte, per il tempo che serve a decidere ciò che l’establishment europeo ritiene importante, e poi potrete riprendere a giocare”. Sembra questo, in sintesi, il messaggio di cui il Presidente Mattarella si è fatto portavoce l’altra sera, nel discorso tenuto al termine dell’incontro con il Presidente della Camera Fico. Un comunicato già pronto da tempo, che faceva parte del ventaglio di comunicati possibili, alla luce dell’evolversi delle consultazioni tra i partiti e tra i partiti e il Presidente. Non c’è nulla di nuovo, è ormai uno schema già proposto in passato con il primo Mario e con altri tecnocrati simili che sta diventando prassi. L’efficienza, le garanzie, i percorsi già tracciati, le scadenze, gli interessi economici, i mercati, le direttive europee, hanno la precedenza sugli interessi nazionali, sul Parlamento, sulla Costituzione, sulla democrazia, sui problemi e i diritti dei cittadini.
D’altronde tutti ricorderanno come il presidente aveva già dato l’avvio al primo governo Conte con molta ritrosia, nonostante il larghissimo consenso elettorale, con un “discorso ai conti correnti” più che alla nazione che è passato alla storia e che ci fece comprendere già tre anni fa come, quelle elencate precedentemente, fossero le priorità.
E’ l’Europa a dettare l’agenda, non siamo più uno stato sovrano da tempo e lo saremo sempre meno, soprattutto dopo che il nuovo Mario avrà portato a termine la più grande operazione di indebitamento del Paese, che tutti i partiti, indistintamente, considerano un’opportunità da non perdere: il Recovery fund.
Non credo ai complotti, credo invece nell’abilità di tanti di saper cogliere al volo le opportunità quando si presentano, di insinuarsi nei percorsi quando diventano accidentati, per offrire la giusta soluzione, e l’Italia di opportunità ne fornisce molte, costantemente. Una classe partitica immatura, irresponsabile, egocentrica, infantile (specchio della società di cui è espressione) non può che affidarsi costantemente ad un tutore, ad un adulto considerato “più responsabile”.
Ad un paese così, alla continua ricerca del badante, si può raccontare che non si può andare alle elezioni per la pandemia (mentre altri governi di altri paesi ci vanno); che non si possono accorciare tempi e procedure per il loro svolgimento (mentre limitare le libertà individuali si); che non si può non fare la campagna elettorale (quando si risparmierebbero soldi e chiacchiere inutili, si salvaguarderebbe anche l’ambiente, tanto i personaggi li conosciamo, i temi non li hanno e chi è masochista potrebbe seguirli in streaming). Si può fare perché tanto nessuno obietterà. Il pensiero unico sta invadendo tutti i campi, non solo la scienza. La narrazione dominante in questo momento, messa in campo dai media, è che il nuovo Mario è il nuovo super eroe che ci salverà dal disastro imminente. Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi diceva, non a caso, qualcuno.

Massimiliano Capalbo

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