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Calabria, Economia, Eretiche riflessioni, Politica, Società

Votare scegliendo dove bere un caffè

Dopo aver visto una puntata di Report in cui si evidenziava la diffusa incapacità dei baristi italiani di preparare un buon caffè (anche nei migliori caffè d’Italia) e osservando come la maggior parte dei baristi nostrani non segua le principali regole per la preparazione, come quella di avere cura delle campane in cui vengono tenuti i chicchi prima di essere macinati e il purge (ovvero l’erogazione dell’acqua tra un caffè e l’altro per eliminare i residui di quelli precedenti e pulire le doccette della macchina), è diventata per me una grande frustrazione decidere in quale bar prenderlo. Anche perché il caffè lo paghiamo e se qualcosa la paghiamo dovremmo avere il diritto di ottenerla come desideriamo.
A questa si è aggiunta un’altra cattiva abitudine, diffusissima ormai in tutti i bar, quella di consegnare in automatico, anche senza esplicita richiesta da parte del cliente, un bicchiere di plastica con l’acqua, un gesto di assoluto spregio nei confronti della problematica delle microplastiche nei mari ma, volendo restare nel locale, anche dell’emergenza rifiuti che attanaglia la nostra regione da tempo.
E’ frustrante perché sono costretto a chiedere ogni volta al barista (se il bar non è affollato altrimenti diventa un’impresa impossibile) “può fare gentilmente scorrere l’acqua prima di farlo?” con conseguente occhiata in risposta che è un mix tra lo stupito (che denota ignoranza in materia) e il permaloso (capita spesso infatti di sentirsi rispondere: “io lo faccio sempre!“, peccato però che per i caffè preparati prima del mio se ne dimentichino puntualmente, altrimenti non lo sottolineerei).
Questa mattina ho scelto di entrare in un nuovo bar appena ristrutturato a Catanzaro Lido, si chiama Gamblè, non li conoscevo e sono rimasto piacevolmente sorpreso perché senza che lo chiedessi esplicitamente il barman, gentilissimo, ha preparato un ottimo caffè seguendo le regole e servendomi l’acqua in un grazioso bicchierino di vetro. Finalmente ho trovato il mio bar, ho pensato subito.
Ho deciso di far loro pubblicità perché penso che il miglior gesto politico che possiamo fare oggi è quello di premiare (utilizzando anche il denaro come strumento) i comportamenti virtuosi di chi lavora bene e penalizzare chi non lo fa, solo in questo modo possiamo votare per il cambiamento. La professionalità, alla lunga, paga sempre. Inoltre l’apprezzamento genera autostima ed entusiasmo che a loro volta producono nuove sfide e rafforzano i comportamenti virtuosi.
Se c’è una professione, al pari del cameriere, spesso considerata di ripiego e alla portata di tutti è quella del barista che invece richiede, come tutti i mestieri, tecnica, esperienza, precisione, competenza. Nei bar si trova di tutto: dal ragazzino alle prime armi alla signora depressa, dal giovane disoccupato al vecchio ubriacone, soprattutto nei piccoli centri, il bar è spesso un luogo dove il gestore è lo specchio dei propri clienti e viceversa.
Un’obiezione che mi viene fatta, spesso, quando affermo che le persone devono diventare artefici del proprio destino è: “ma non tutti possono fare gli imprenditori!” Come se fare il dipendente, invece, fosse più facile. Non c’è alcuna differenza, quando si ha passione per il proprio lavoro, se si è bravi e competenti lo si è da dipendente come da imprenditore. Un’altra delle obiezioni che mi vengono sollevate è: “per fare impresa ci vogliono i soldi!” Certo, ma vi assicuro che i soldi sono l’ultimo problema in ordine di importanza. Conosco tante attività economiche che si trascinano senza sapere perché, conosco tante imprese fallimentari non perché non abbiano i soldi ma perché non sanno perché esistono. Il bar è un esempio classico. In qualsiasi piazza di paese ce ne sono almeno tre o quattro, uno accanto all’altro e uno più uguale dell’altro, non si capisce perché bisognerebbe entrare in uno piuttosto che in un altro, se non per amicizia (poi ci lamentiamo che in Italia non vige il criterio meritocratico). Se cominciassimo a far comprendere, a chi non lavora bene, che forse è il caso che cambi mestiere il mondo intorno a noi migliorerebbe, e anche la vita di questi improvvisatori. Bastano piccoli gesti, come scegliere dove bere un caffè.
Quante pasticcerie, ad esempio, creano o inventano prodotti originali? Fanno tutte gli stessi dolci, con le stesse creme (già pronte), le stesse forme e gli stessi sapori. Sono pochi quelli che si distinguono e sono gli unici che riescono a competere. Apriamo la quinta gelateria o la sesta pizzeria dove ce ne sono già quattro o cinque, facendo tra l’altro la stessa pizza e lo stesso gelato e poi ci lamentiamo che non entra nessuno? Che c’è crisi? Che il problema è che non c’è parcheggio o che il comune ha pedonalizzato il corso? Ma potrei dire la stessa cosa per altri settori merceologici. Nessuno osa rischiare, in pochi investono in formazione e innovazione.
Conduciamo le nostre attività allo stesso modo in cui conduciamo le nostre esistenze che non si differenziano da quelle degli altri perché siamo poveri di idee, competenze, esperienze, curiosità, entusiasmo. Le attività sono lo specchio della nostra personalità, così come il caffè è il risultato della passione di chi lo fa, se siamo depressi e apatici lo saranno anche le nostre attività e, di conseguenza, anche il nostro portafoglio. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Massimiliano Capalbo

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11 Dicembre 2019/2 Commenti
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https://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/caffè.jpg 320 800 Massimiliano http://www.ereticamente.it/wp-content/uploads/Ereticamente_logo_1.jpg Massimiliano2019-12-11 18:32:442019-12-11 18:54:01Votare scegliendo dove bere un caffè
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2 commenti
  1. Marco Frontera
    Marco Frontera dice:
    11 Dicembre 2019 in 21:03

    Questo articolo è molto bello e si vede che la persona che lo scrive è una persona con dei principi e degli ideali…le persone così possono solo aiutare a far crescere chi le ascolta e noi puntiamo a crescere e a puntare ad alti obbiettivi per questo ci fa piacere averlo come cliente e come “sponsor”, lui e tutti quelli che, come lui, ci apprezzano per le piccole cose che ci rendono grandi ♥️♥️

    Rispondi
  2. Roberto Mercurio
    Roberto Mercurio dice:
    11 Dicembre 2019 in 21:04

    Concordo assolutamente con lei… caffè di qualità… cortesia… simpatia… ma soprattutto tanta professionalità…. quello che serve per attirare un cliente…. Bar Gamblè i miei complimenti…

    Rispondi

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